Milano
12 Marzo 2008. A soli tre giorni dalla feste del Centenario
nerazzurro, due personaggi illustri del calcio europeo
si permettono di rovinare i festeggiamenti ai tifosi
e al Presidente Moratti.
Il primo, è un personaggio ''pacioso'', più
che ad un allenatore di calcio, sembra un impiegato
bancario, Rafael Benitez, intelligente e abile commissario
tecnico spagnolo in forza al Liverpool dal 2004, attualmente,
con un rapporto traballante con la società inglese,
anche se la vittoria di martedì al Meazza ha
attenuato le turbolenze interne.
Ma, ha scatenato un uragano in casa Moratti. Roberto
Mancini, giovane, elegante e fortunato allenatore della
compagine Meneghina. Dopo la cocente sconfitta, dichiara
di lasciare l'Inter a fine stagione, malgrado un contratto
lo leghi alla società ancora per quattro anni.
Che doppio colpo per papà Moratti, che subito
cerca di riparare il riparabile. L'esclusione dalla
Champions, oramai, è un dato di fatto solo d'archiviare.
Mancini, è un patrimonio da conservare. Quindi,
papà Moratti, cerca di far ragionare il capriccioso
figlioletto e riesce a convincerlo a rimanere.
Mancini, da canto suo, dimentica le lusinghe d'oltremanica
e fà un passo indietro ritirando le frettolose
dimissioni.
|